#Provato Amnesia: The Bunker, un ottimo inizio per un survival horror

Sono un veterano della saga di Amnesia, o forse dovrei dire di Penumbra. Questi giochi sono dei survival horror psicologici che non offrono semplici jumpscare, ma puntano principalmente sull’attesa di qualcosa che accada.

Ieri sera ho provato ad immergermi nella demo di Amnesia: The Bunker e sono rimasto notevolmente sorpreso.

pistola revolver

Odiano la Luce

Voglio iniziare non tanto dalla trama, ma dalle meccaniche di gioco. Il gioco è un survival horror che si basa sul rimanere alla luce per non essere attaccato dal mostro. All’interno di un bunker, è impossibile avere luce naturale, quindi sarà necessario alimentare un generatore elettrico all’interno della zona sicura. Il gioco si basa sulla gestione intelligente del generatore, spegnendo e accendendo solo le aree interessate per far consumare meno il generatore. L‘obiettivo è cercare di ottimizzare tutto per fare il maggior numero di cose possibile prima che il generatore rimanga a secco di benzina. Ogni tanto si troveranno in giro delle taniche di benzina, ma sono poche e il generatore consuma davvero molto.

Com’è questa Demo?

Amnesia: The Bunker inizia come quasi ogni Amnesia, ovvero con il personaggio che non si ricorda chi era. In questo caso, però, troviamo un foglio con una diagnosi clinica in cui è scritto il nome, probabilmente si tratta proprio del personaggio che utilizziamo. Il protagonista sembra essere un soldato, ma tra gli effetti personali non vi è alcuna arma, solo una torcia elettrica a dinamo.

Ho esplorato brevemente il bunker e posso assicurare che la tensione che si percepiva era davvero pesante. Nonostante fossi in un ambiente stretto, non ho avvertito una sensazione di claustrofobia. Dopo poco sono andato avanti con la trama e il mostro è stato introdotto subito. Recuperiamo una pistola, ma il problema sono i colpi, pochi e all’inizio ne avrete solo due proiettili.

Armi e fantasia

Nella demo sono riuscito ad evitare molto bene il mostro, mettendo casse davanti ai buchi, poiché il mostro apparirà solo in assenza di luce e da dei buchi sparsi per il bunker. La pistola sembra essere più utile per rompere i lucchetti, non credo si possa uccidere il mostro e anche se si potesse ucciderlo, sicuramente ci saranno più di qualche mostro in giro per il bunker. Oltre alla pistola revolver, vi sono anche delle granate come armamento, ma una nota interessante riguarda lo spazio disponibile nell’inventario, molto piccolo, e sarà necessario gestirlo al meglio. Per fortuna, c’è una zona sicura dove si potranno depositare gli oggetti. Mi sono sorpreso nel vedere delle trappole in giro per il bunker, quindi attenti a dove mettete i piedi. Ho trovato molti fogli, alcuni dei quali però non erano stati tradotti in italiano. Spero che a gioco finito questi dettagli siano sistemati.

Concludendo 

La demo mi è finita una volta completato uno degli enigmi, ma la durata sarà stata di circa un’oretta. Avrei potuto esplorare il bunker sicuramente di più, ma la porzione di gioco non è enorme. Il gioco dichiara di accogliere bene la libertà nel risolvere i problemi, quindi sicuramente vi sono molti modi per superare un ostacolo, ma nella demo non ho trovato così tante soluzioni. Sinceramente, sono stato notevolmente colpito. Certo, la grafica non è di ultima generazione, ma le animazioni e la loro realisticità mi hanno colpito molto. Sembra davvero essere un survival horror hardcore. Ho molte aspettative per questo titolo.

Andrea e Paolo Alfonsi
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