Annunciato: The Last of Us Complete

La recente mossa di PlayStation di lanciare una raccolta denominata The Last of Us Complete fa emergere dubbi concreti sulla possibilità che un terzo capitolo della serie di Naughty Dog veda mai la luce.

Dal 2020, anno di uscita di The Last of Us Part 2, i fan hanno nutrito speranze su un possibile prosieguo della storia, ma le ultime mosse commerciali sembrano suggerire una direzione diversa per il futuro della saga post-apocalittica che ha conquistato milioni di giocatori in tutto il mondo.

fonte PlayStation Blog

La nuova raccolta, disponibile da oggi in formato digitale e prossimamente anche in versione fisica, racchiude in un unico pacchetto sia The Last of Us Part 1 che The Last of Us Part 2, al prezzo di 99,99 dollari.

Una soluzione pensata principalmente per avvicinare al franchise chi ancora non ha avuto modo di esplorare il mondo creato da Neil Druckmann e il suo team. Ma è proprio la scelta del termine “Complete” a sollevare interrogativi sul futuro della serie.

L’utilizzo della parola non è certamente casuale. Da una parte, rappresenta una pratica consolidata nell’industria, dove spesso si raccolgono giochi base e relativi DLC in edizioni definitive. Dall’altra, in questo caso specifico, il termine assume una connotazione particolare, quasi a voler indicare che l’arco narrativo di Joel ed Ellie possa considerarsi definitivamente concluso. Tradotto, niente The Last of Us Part 3.

Le dichiarazioni dello stesso Druckmann negli ultimi anni hanno seguito un percorso altalenante. Se inizialmente il direttore creativo aveva accennato all’esistenza di un’idea per un potenziale terzo capitolo, più recentemente ha smorzato gli entusiasmi, lasciando intendere che tale concetto potrebbe non concretizzarsi mai in un vero e proprio gioco.

La scelta di etichettare la raccolta come “completa” sembra allinearsi con questa visione più pessimistica.

Ciò che sappiamo con certezza è che Naughty Dog è attualmente impegnata su un progetto completamente nuovo. Lo studio californiano sta infatti sviluppando la nuova proprietà intellettuale Intergalactic: The Heretic Prophet, destinata a PlayStation 5 nei prossimi anni. Questa scelta creativa conferma la volontà del team di esplorare nuovi orizzonti narrativi, almeno nel breve termine.

Da grande fan e appassionato della storia di Ellie, trovo tuttavia questa ennesima mossa di PlayStation l’ennesimo tentativo di sfruttare un brand fino al midollo. Quando vedremo una remastered di Bloodborne anziché l’ennesima trasposizione di The Last of Us? La Parte 1 è già una remastered di un gioco uscito su PS3, rimasterizzato per PS4, a cui ha seguito un remake per PS5. Stesso discorso per Parte 2, inizialmente uscita per PS4, poi riproposta in versione “Enhanced” su PS5 e infine anche su PC. E ora una Complete Edition per PS5?

Viene spontaneo chiedersi quanto ancora PlayStation intenda riproporre lo stesso contenuto in forme diverse, invece di investire su titoli storici rimasti bloccati in una sola generazione, come appunto Bloodborne, desiderato da una community sempre più impaziente. Mentre The Last of Us continua a ricevere attenzioni e versioni aggiornate, altri capolavori sembrano destinati all’oblio.

Questa strategia, seppur comprensibile dal punto di vista commerciale, rischia di logorare anche l’affetto più sincero dei fan storici.

Mirco Magnani
Mirco Magnani
Da quando, all'età di cinque anni, le mie piccole mani hanno afferrato per la prima volta un controller, condividendo l'emozione della PlayStation con mio padre, i videogiochi hanno intessuto la trama della mia esistenza. Non una semplice passione, ma una compagna fedele che ha scandito ogni fase della mia crescita, plasmando la mia curiosità e la mia voglia di scoperta. Non ho mai eretto confini alla mia esplorazione videoludica: ogni titolo che accende una scintilla in me viene accolto e approfondito, in un viaggio senza pregiudizi di genere o piattaforma.

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