I vincitori dei The Game Awards

Mentre i riflettori di Los Angeles si spegnevano, portando con sé l’eco fragorosa di decine di trailer mozzafiato e annunci clamorosi che hanno acceso l’immaginazione di milioni di gamer in tutto il mondo, i The Game Awards 2025 hanno ribadito con forza il loro scopo più nobile e fondamentale: celebrare, con la dovuta pompa magna, la sontuosa creatività e l’eccellenza tecnica che l’industria videoludica è stata capace di riversare sui nostri schermi nel corso degli ultimi dodici mesi.
Vi invitiamo a tuffarvi con noi nell’analisi di questa notte stellare, scoprendo l’identità del titolo che ha scalato l’Olimpo videoludico aggiudicandosi l’ambitissima statuetta di Game of the Year e passando in rassegna tutti i vincitori nelle svariate categorie, testimoniando così l’inarrestabile vitalità del medium interattivo.

L’Ascesa Inesorabile di una Nuova Stella: Clair Obscur: Expedition 33
Ebbene sì, le previsioni della vigilia, sussurrate e poi gridate a gran voce da critica e appassionati, si sono rivelate non solo corrette, ma quasi una profezia. Il mattatore assoluto e incontrastato della cerimonia non poteva che essere lui: Clair Obscur: Expedition 33. Questo titolo ha compiuto una vera e propria spoliazione di premi, lasciando agli altri competitor poco più che le briciole dorate di un successo senza precedenti.


L’opera di debutto dello studio francese Sandfall Interactive non si è limitata a trionfare, ha dominato, issando con fierezza la sua bandiera sulla vetta più alta con l’ottenimento del prestigiosissimo Game of the Year (GOTY). Ma non è finita qui. La sua eccellenza è stata riconosciuta trasversalmente, portando a casa premi di un peso specifico enorme, tra cui Miglior Game Direction, che attesta la chiarezza e l’audacia della sua visione creativa, Miglior RPG, a conferma della profondità del suo sistema di gioco, Miglior Narrativa, che celebra una storia in grado di commuovere e coinvolgere, Miglior Direzione Artistica, per la sua inconfondibile e sublime estetica visiva, e Miglior Musica, grazie a una colonna sonora che è stata un vero e proprio viaggio emotivo. Il conteggio finale è sbalorditivo: ben 9 riconoscimenti che cristallizzano Clair Obscur: Expedition 33 come il fenomeno videoludico del 2025.

Le Ombre dei Giganti e i Premi di Consolazione

Nonostante la loro indubbia qualità, titoli pur ottimi e attesissimi come Kingdom Come Deliverance II e Death Stranding 2: On the Beach hanno dovuto masticare amaro, lasciando Los Angeles a mani vuote, un risultato che testimonia la ferocia della competizione quest’anno.
Gli altri contendenti al GOTY, pur sconfitti nella battaglia principale, si sono consolati con un meritatissimo premio di categoria a testa, un riconoscimento della loro intrinseca eccellenza:

  • Hollow Knight Silksong, finalmente rilasciato e subito premiato, si aggiudica l’onore di Miglior Action/Adventure, celebrando l’armonia tra piattaforme precise e un combat system elegante.

  • Donkey Kong Bananza si conferma il re del divertimento per tutte le età, portando a casa il premio di Miglior Gioco per Famiglie.

  • Hades II, l’attesissimo sequel dell’acclamato roguelite, trionfa con la statuetta di Miglior Action, celebrando il suo gameplay frenetico e perfettamente bilanciato.

Il Palmarès Completo: I Vincitori dei The Game Awards 2025

Di seguito, l’elenco completo dei trionfatori che hanno segnato questa edizione, una mappa dettagliata dell’eccellenza videoludica dell’anno:

• Game of the Year (GOTY): Clair Obscur Expedition 33

• Most Anticipated Game: Grand Theft Auto VI

• Best Game Direction: Clair Obscur: Expedition 33

• Best Narrative: Clair Obscur: Expedition 33

• Best Art Direction: Clair Obscur Expedition 33

• Best Score and Music: Lorien Testard, Clair Obscur Expedition 33

• Best Audio Design: Battlefield 6

• Best Performance: Jennifer English, Clair Obscur: Expedition 33

• Innovation in Accessibility: DOOM: The Dark Ages

• Games for Impact: South of Midnight

• Player’s Voice: Wuthering Waves

• Content Creator of the Year: MoistCr1TiKaL

Premi di Categoria (Genere)

• Best Action Game: Hades II

• Best Action/Adventure Game: Hollow Knight Silksong

• Best RPG (Role-Playing Game): Clair Obscur: Expedition 33

• Best Fighting Game: Fatal Fury: City of the Wolves

• Best Family Game: Donkey Kong Bananza

• Best Sim/Strategy Game: Final Fantasy Tactics – The Ivalice Chronicles

• Best Sport/Racing Game: Mario Kart World

• Best Multiplayer Game: Arc Raiders

Premi per Piattaforma e Supporto

• Best Ongoing Game: No Man’s Sky

• Best Community Support: Baldur’s Gate 3

• Best Independent Game: Clair Obscur: Expedition 33

• Best Debut Indie Game: Clair Obscur: Expedition 33

• Best Mobile Game: Umamusume: Pretty Derby

• Best VR/AR Game: The Midnight Walk

Premi Media e eSports

• Best Adaptation: The Last of Us: Season 2

• Best eSports Game: Counter-Strike 2

• Best eSports Team: Team Vitality Counter-Strike 2

• Best eSports Athlete: Chovy – Jeong Ji-hoon (League of Legends)


Una Cerimonia Sotto Tono? Le Ombre sull’Hype

Con il trionfo di Clair Obscur: Expedition 33 e il meritato riconoscimento di tanti talenti, si può definire ufficialmente conclusa un’altra annata videoludica. Lo sguardo è già proiettato al 2026, un anno che, incrociando le dita, sarà indelebilmente segnato dall’arrivo titanico di Grand Theft Auto VI, il gioco più atteso dell’intero universo gamer.
Tuttavia, dopo l’entusiasmante edizione dello scorso anno, non possiamo nascondere una certa vena di delusione per la “freddezza” che ha pervaso questa edizione dei The Game Awards. È vero, gli annunci non sono mancati, e la macchina dello show ha funzionato, ma ci si chiede: dove sono finiti i grandi titoli capaci di infiammare l’anima e di generare quell’hype viscerale che solo i colossi tripla A sanno creare?
Il silenzio assordante dei PlayStation Studios alimenta il sospetto che siano ancora in una fase di transizione e riorganizzazione successiva all’ex amministrazione Ryan, non avendo dunque frecce da scoccare sul palco più importante. E dove si nascondono gli Xbox Studios? I loro franchise di punta sono rimasti in secondo piano. E, amara constatazione, Ubisoft fa ancora videogiochi, o si è ritirata nell’ombra?
Forse il problema risiede nelle nostre aspettative fuori misura, nel famigerato e inarrestabile hype che finisce per divorare ogni sorpresa. Oppure, e qui l’analisi si fa più dolorosa, questa edizione è stata un malinconico riflesso dei licenziamenti massivi che hanno funestato l’industria videoludica nel corso degli ultimi tre anni, una vera e propria emorragia di talenti che inevitabilmente si traduce in una minore quantità e qualità di grandi produzioni da mostrare e celebrare. L’industria celebra il meglio, ma non può ignorare le ferite che ne hanno rallentato il passo creativo.

Mirco Magnani
Mirco Magnani
Da quando, all'età di cinque anni, le mie piccole mani hanno afferrato per la prima volta un controller, condividendo l'emozione della PlayStation con mio padre, i videogiochi hanno intessuto la trama della mia esistenza. Non una semplice passione, ma una compagna fedele che ha scandito ogni fase della mia crescita, plasmando la mia curiosità e la mia voglia di scoperta. Non ho mai eretto confini alla mia esplorazione videoludica: ogni titolo che accende una scintilla in me viene accolto e approfondito, in un viaggio senza pregiudizi di genere o piattaforma.

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