CASTLEVANIA – LA SAGA HORROR GOTICA DI KONAMI

La saga di Castlevania, targata Konami, è diventata molto famosa e amata tra i videogiocatori, sia per le atmosfere gotiche e a tratti horror, sia per i personaggi divenuti iconici e per il suo gameplay platform 2D difficile e appagante. L’eterna lotta tra bene e male, incarnata dalla famiglia Belmont e dal Conte Dracula, affascina intere generazioni da quarant’anni.

In attesa del nuovo capitolo Castlevania: Belmont’s Curse e in onore del quarantesimo anniversario della saga, ne ripercorriamo le origini. Toccheremo capolavori indimenticabili del medium videoludico e piccoli passi falsi.

La nascita della leggenda

La creazione di Castlevania

Negli anni ’80, Konami era una realtà più piccola rispetto a come la conosciamo oggi; eppure stava vivendo un’ottima fase creativa grazie a titoli da sala giochi. Ne erano un esempio Frogger, titolo in cui una rana doveva superare una serie di ostacoli, e il successivo Gradius, sparatutto a scorrimento 2D. Ambedue i giochi ottennero delle conversioni per PC e console casalinghe, a cominciare dal Famicom Disk System.

La svolta arrivò quando Konami decise di realizzare un gioco d’azione più immediato, con un focus maggiore sull’atmosfera e sull’esplorazione. L’ispirazione proveniva da film classici in bianco e nero, di genere horror, con un’ambientazione gotica e dal romanzo Dracula di Bram Stoker. Fu così che il 26 settembre 1986, sotto la direzione di Hitoshi Akamatsu, nacque su Famicom Akumajo Dracula, conosciuto in Occidente con il titolo di Castlevania.

Il gioco era un platform 2D in cui Simon Belmont, un cacciatore di vampiri, doveva infiltrarsi nel castello di Dracula per scovarlo e sconfiggerlo. Per affrontare i suoi avversari, Simon utilizzava la frusta Vampire Killer, un’arma che sarebbe diventata iconica nel corso degli anni. Arricchiva la scelta l’opzione di sfruttare anche croci-boomerang e acqua santa contro i nemici. Non mancavano battaglie con i boss e ambientazioni cupe e affascinanti per i tempi.

Il primo capitolo vendette oltre un milione di copie e si trasformò in un grande successo mondiale. Ricevette diverse conversioni nel corso degli anni, oltre a un remake per Super Nintendo, intitolato Super Castlevania IV, uscito nel 1991, che ne migliorò la grafica e lo stile di gioco.

La storia continua

Il seguito

Il 28 agosto del 1987 debuttò il seguito ufficiale, Castlevania II: Simon’s Quest per Nintendo Entertainment System (NES). Il titolo in questione fece leva su una forte componente esplorativa, legata a dinamiche da gioco di ruolo: Simon aveva la possibilità di parlare con gli abitanti dei vari villaggi e comprare oggetti per progredire nella trama. Inoltre, fu aggiunto un ciclo giorno-notte che avrebbe ispirato molti titoli a venire.

Le vicende si svolgevano sette anni dopo lo scontro tra Simon Belmont e Dracula. Nonostante la sconfitta del malvagio Conte, Simon era stato ferito e maledetto dal proprio avversario e l’unica opportunità di spezzare il sortilegio risiedeva nella speranza di raccogliere tutte le parti del corpo di Dracula ed eseguire un rito purificatorio.

Seppure venga ricordato tutt’oggi con pareri contrastanti, Simon’s Quest accentuò la natura dei metroidvania della serie, operando una fusione tra lo stile di Castlevania e quello di Metroid, celebre saga di Nintendo, abbandonando la linearità per il backtracking e la visuale 2D.

L’arrivo su Game Boy

Nel 1989 il franchise sbarcò sul primo Game Boy con Castlevania: The Adventure, programmato da Yoshiaki Yamada e da Masato Maegawa. La storia vedeva protagonista l’antenato di Simon, Christopher Belmont. Tuttavia il titolo non venne accolto bene dalla critica e dal pubblico a causa della difficoltà troppo alta e del gameplay poco ispirato.

Molto più riuscito fu invece il suo seguito, Castlevania II: Belmont’s Revenge, uscito nel 1991. Continuando la storia di Christopher, il capitolo corresse i difetti del predecessore, puntando su una maggiore fluidità e su una migliore formula di gioco. Riuscì a ottenere riscontri positivi da critica e pubblico, conquistandosi la reputazione di un piccolo cult.

La storia di Trevor Belmont

Tornando alla parentesi delle console casalinghe, nel 1989 venne rilasciato su NES Castlevania III: Dracula’s Curse. A dispetto del titolo, il gioco era in realtà un prequel ambientato secoli prima delle vicende di Simon, con protagonista il suo antenato Trevor Belmont. Il titolo manteneva la struttura lineare cara allo scheletro della saga, ma introduceva la possibilità di alternare tre comprimari durante l’avventura: l’agile Grant Danasty, uno dei prigionieri di Dracula; la potente strega Sypha Belnades; e Alucard, il figlio tormentato di Dracula. Quest’ultimo, schierato dalla parte del bene a differenza del padre, avrebbe conquistato i cuori dei fan fino a diventare uno dei personaggi più amati dell’intera saga.

Accolto trionfalmente da critica e pubblico, Dracula’s Curse rappresentò il canto del cigno della saga sulla console a 8-bit.

L’eredità della saga

Castlevania si consolidò come una delle più importanti proprietà intellettuali di Konami, espandendosi su diverse piattaforme. Nel 1993, per il solo mercato giapponese, uscì Catlevania: Rondo of Blood, titolo per PC Engine orchestrato sulle vicende di Richter Belmont, discendente di Simon. Impegnato a salvare la propria fidanzata dalle grinfie di Dracula, Richter doveva affrontare una sfida su percorsi alternativi e livelli segreti.

Nel 1994 la saga approdò su Sega Mega Drive Genesis con Castlevania: Bloodlines, ambientato durante la Prima Guerra Mondiale. Il capitolo permetteva di giocare nei panni di due protagonisti caratterizzati da stili di combattimento unici: John Morris ed Eric Lecarde. Il loro obiettivo era quello di fermare Elizabeth Bartley, la nipote di Dracula, intenzionata a resuscitare lo zio attraverso le anime dei caduti in guerra.

Nel 1997 arrivò la vera rivoluzione attraverso Castlevania: Symphony of the Night, uscito sulla prima PlayStation. Il gioco stravolse la serie, grazie alla fusione dell’azione 2D con una struttura a mappa aperta, ricca di backtracking ed elementi da autentico GDR (punti esperienza, livelli, equipaggiamenti e mercanti). La storia, collegata direttamente a Rondo of Blood, consacrò la figura di Alucard, protagonista indiscusso delle vicende, come personaggio rappresentativo della serie.

Tra la fine degli anni ’90 e la metà degli anni 2000, Castlevania tentò di adattarsi alla visuale 3D prima con i capitoli Castlevania e Castlevania: Legacy of Darkness per Nintendo 64, seguiti da Lament of Innocence e Curse of Darkness per PlayStation 2. Purtroppo, nonostante una ricezione abbastanza positiva della critica, i titoli in questione non si avvicinarono alla qualità tecnica e alla magia dei capitoli bidimensionali.

L’anima della saga continuò a brillare su Game Boy Advance: prima con l’ottimo Circle of the Moon, poi con Harmony of Dissonance e infine con Aria of Sorrow. Quest’ultimo, ambientato in un futuristico 2035, si soffermò sull’affascinante figura di Soma Cruz, reincarnazione di Dracula, capace di assorbire i poteri dei nemici abbattuti e sfruttarli per progredire nel gioco. Molti fan ancora oggi apprezzano questo capitolo, grazie all’atmosfera dark fantasy mescolata a un setting avveniristico.

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Fonte: Castlevania Wiki – Fandom

Anche su Nintendo DS il franchise ricevette pareri favorevoli con Dawn of Sorrow, la conclusione della storia di Soma Cruz; con Portrait of Ruin, sequel diretto del titolo Bloodlines; e infine con Order of Ecclesia, ultimo capitolo canonico uscito prima di un ulteriore cambio di rotta, rispetto alla formula classica bidimensionale.

Nel 2010 Konami propose un reboot del franchise: Castlevania: Lords of Shadow, sviluppato da MercurySteam e prodotto addirittura da Hideo Kojima, padre della serie Metal Gear. La storia del cavaliere Gabriel Belmont si trasformò in un action con visuale 3D, lontano dalle strutture originarie della saga; tuttavia riuscì a convincere la critica. Lo stesso successo non fu replicato dal sequel Lords of Shadow 2, uscito nel 2014. Il titolo ricevette critiche aspre per via di una trama poco riuscita e di fasi stealth forzate e fuori contesto.

Il futuro della saga

Konami ha rilasciato diverse collection e raccolte antologiche della sua saga horror gotica di punta. Successivamente ha sfornato nuovi capitoli videoludici appartenenti alle sue IP e Castlevania non è stata un’eccezione. Il 15 ottobre 2026 uscirà Castlevania: Belmont’s Curse per PS5, XBOX SERIES S/X, PC e Nintendo Switchm sviluppato da Evil Empire, team francese dietro al metroidvania Dead Cells. Ambientato ventitré anni dopo gli eventi del terzo capitolo, Dracula’s Curse, vedrà nei panni della protagonista, Rose Belmont, figlia di Trevor e Sypha Belnades. Il gameplay tornerà alla formula con visuale 2D e sfrutterà la Parigi medievale come ambientazione.

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Fonte: Castlevania Wiki – Fandom

Ci si può aspettare che Konami possa riprendere in mano il marchio e sfornare altri titoli dopo l’imminente Belmont’s Curse. Forse l’eterna lotta tra la casata Belmont e il Conte Dracula è tutt’altro che conclusa.

Gabriele Facchini
Gabriele Facchini
Sono un videogiocatore da quando avevo 7-8 anni. Giocai a tanti Platform e giochi d'avventura da ragazzino. Ma fu solo nel 2011, a 14 anni, che sviluppai l'amore per le trame complesse o cinematografiche, per esempio Metal Gear Solid o anche Uncharted. E tra il 2012 e il 2013 mi appassionai anche agli Horror come Resident Evil e Silent Hill, il mio genere videoludico preferito assieme ai Giochi di Ruolo occidentali.

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