A dodici anni dall’uscita del precedente capitolo e con una pesantissima eredità sulle spalle torna, sul mercato videoludico lo sparatutto zombie per eccellenza Back 4 Blood sequel della famosissima serie originaria di valve Left 4 dead che, come dichiarato dagli sviluppatori andrà a portare la serie ad un ancor più alto livello andiamo dunque a scoprire se il titolo di Turtle Rock studios avrà retto la pesante eredità e superato le nostre aspettative in questa dettagliata recensione!
Scheda del gioco
piattaforma: PS4/5, Xbox One/X|S, PC
tipo di gioco: Survival Horror, Sparatutto Zombie
casa produttrice: Turtle Rock studios, Warner Bros. Games
uscita: ottobre 2021
Storia (senza troppi spoiler…)
La storia di Back 4 Blood ha luogo dopo una catastrofica epidemia, in seguito alla
quale la maggior parte dell’umanità è morta o è stata infettata dal parassita noto come Verme del Diavolo che rende gli umani zombie. Un gruppo di
sopravvissuti a questa apocalisse zombi, induriti da eventi inenarrabili e pronti a lottare per la salvezza dell’umanità, ha adottato il nome di Sterminatori e si è riunito per combattere gli orribili Infestati e riprendere il controllo del mondo.
Una storia che, dal mio punto di vista risulta veramente interessante e piena di spunti che sicuramente non nuociono all’integrità della storia rendendola solida e molto ben strutturata su tutti i punti di vista.
Si nota molto la vicinanza al precedente capitolo della serie con molti scorci che lasciano intravedere una somiglianza non troppo evidente ma sicuramente necessaria per la progressione del franchise.
Durante il gameplay la storia sarà suddivisa in atti a sua volta divisi in capitoli in una campagna interamente multiplayer realizzata veramente bene. Sicuramente, la divisione in atti e capitoli è stata messa in atto per trovare punti in comune con i giocatori online.
Gameplay, carte, mazzi e molto altro
Il gameplay di Back 4 blood non è sicuramente trascurabile, anzi, si tratta di uno dei gameplay più puliti che io abbia visto e soprattutto giocato con delle meccaniche veramente innovative.
Partendo dal fatto che il gioco, anche se diviso in atti è completamente casuale sulla posizione di oggetti, spawn di zombie e trappole è veramente interessante sul fattore della scelta dell’equipaggiamento: una volta completato un capitolo, i nostri personaggi si rinchiuderanno in vari rifugi dove all’inizio del nuovo capitolo sarà possibile acquistare con le monete in-game che possono esser raccolte durante la partita o completando sfide e che risulteranno collettive fino al momento della spesa, fucili di ogni tipo, medikit, ordigni esplosivi di ogni genere e soprattutto dei “perk condivisi” che daranno potenziamenti a utta la squadra come: 10% di salute in più ecc…
Altra funzione molto interessante del gameplay e forse quella che lo rende più unico è la gestione delle abilità tramite “carte” andando a creare il proprio mazzo che verrà usato prima dell’inizio di un nuovo capitolo e che a sorteggio metterà a disposizione 3 carte di cui solo una selezionabile ciascuna con un potenziamento diverso.
Il proprio mazzo può essere ovviamente espanso salendo di livello e sbloccando nuove carte, man mano più potenti. Da considerare molto importante anche la presenza delle “carte corruzione” che possono esser scelte dalla squadra ad inizio capitolo e che prevedono obbiettivi da rispettare fino alla fine del match per guadagnare monete o punti in più, alcuni esempi sono: conduci tutti i membri della squadra vivi fino al prossimo rifugio oppure non spaventare i corvi ecc…
Veramente incredibile anche l’arsenale di armi da fuoco a nostra disposizione con armi sempre diverse e ovviamente personalizzabili dalla testa ai piedi, con ottiche e calci che ne migliorano le statistiche.
Altra caratteristica “Wow” del gameplay è caratterizzata dalla presenza, a fine capitolo, di animazioni in CGI veramente ben realizzate, che vanno a contestualizzare cambi di mappa, perché come già sopracitato la mappa è vasta oppure cut-scene particolari.
Sangue, tanto sangue!
La parte fondamentale del gioco è OVVIAMENTE il combattimento contro i morti viventi, che ronza nelle nostre teste fin dagli anni ’30 e che nel titolo di Turtle Rock studios spacca da paura! con uno stile frenetico ed ovviamente sanguinoso con alcune scene di gameplay accompagnate da musica metal da capogiro che fanno salire un’adrenalina pazzesca ed una voglia di giocare veramente indescrivibile.
Durante gli attacchi zombie riceveremo dei danni, tanti danni! ed una cosa sorprendente di questo gioco è come i danni vengano suddivisi in varie categorie ed ognuno si curi con medicinali diversi, ad esempio:
- Danni lievi: i danni lievi sono danni “superficiali che vengono indicati con la riduzione della barra raffigurante la stamina bianca e possono esser curati con antidolorifici (che fanno recuperare la metà dei danni) oppure medikit / bende (che recuperano tutta la salute)
- Danni profondi: i danni profondi invece sono come detto dal nome dei veri e propri “squarci” ce vengono segnati nella barra della stamina come zone rosse e che possono soltanto esser curate tramite i kit medici a muro che si trovano spesso in location speciali o nei rifugi
Attenti all’orda!
gli zombie, in Back 4 Blood non si muovono mai da soli ma in vere e proprie orde formate talvolta da più di 100 zombie, ognuno con le sue caratteristiche morfologiche e strutturali.
L’orda è sempre all’allerta di suoni ed odori che li conducano da umani non infetti, per questo noi, sterminatori dobbiamo stare molto attenti a non spaventare i corvi, non sparare alle auto e soprattutto non toccare le viscere dei Reeker! ora, vi starete chiedendo, ma cos’è il Reeker? bene, sappiate che in Back 4 Blood gli zombie non sono tutti uguali! eccone acuni:
- Zombie Comune: uno zombie comune, come tutti abbiamo imparato a conoscere.
- Stinger: un’inquietante morto vivente a quattro braccia.
- Reeker: uno zombie sul punto di esplodere, quando ucciso esploderà schizzando le sue viscere dappertutto.
- TallBoy o “il picchiatore”: è uno zombie deformato, con un braccio enorme, che scaglia contro gli umani tramortendoli o stritolandoli.
- Snitcher: chiama l’orda urlando se un umano si avvicina a lui
questi sono solo alcuni della miriade di zombie presenti in Back 4 Blood e che rendono il gameplay sempre più unico.
Cross-Play e Modalità PvP competitive
Sotto l’aspetto del multiplayer Turtle Rock studios si è veramente superata andando ad inserire non solo la modalità PvP competitiva “sciame” che consiste nel giocare in una squadra che prende il controllo degli Infestati, mentre l’altra veste i panni degli
Sterminatori. A ogni round aumentano i potenziamenti e i vantaggi. Ogni fazione ha le sue abilità e armi uniche ma aggiungendo il Cross-Play, che al giorno d’oggi sembrerebbe una funzione scontata ma per molti giochi multiplayer non lo è.
La banda degli “Sterminatori”, Eccola qua!
Ovviamente in tutta la miriade di features che il gioco offre non poteva di certo mancare una selezione di personaggi, quali sterminatori veramente vasta andando ad includere personaggi di ogni età, etnia e caratteri diversi che in base al proprio “lavoro” (si presuppone) prima della catastrofe godono di particolari abilità che ci aiuteranno durante la partita.

Grafica, colonna sonora e effetti audio
La grafica di Back 4 Blood è molto bella e ricca di dettagli, texture in alta definizione ed ombre quasi perfette anche senza l’utilizzo delle nuove tecnologie di Nvidia quali Ray Tracing e DLSS. Il gioco inoltre, testato su Xbox ONE non sembra aver dato nessun problema grafico o cali di framerate. Per concludere, la colonna sonora; anch’essa molto bella e come sopracitato molto adrenalinica in alcune situazioni di gameplay proponendo pezzi Rock e Metal molto belli.
PRO
CONTRO
Questa recensione è stata realizzata in collaborazione con il sito Games Paladins con il quale esiste un rapporto di collaborazione che riguarda la pubblicazione di recensioni.

