The Dead Tree of Ranchinua è un Walking Simulator a tema horror sviluppato dal produttore turco Tonguç Bodur e ambientato in un villaggio sperduto della Romania in cui il vostro personaggio dovrà avanzare per proseguire la storia.
Scheda del gioco
Piattaforme: PS4, PS5, Switch, Xbox One, Xbox Series X|S
Tipo di gioco: Walking sim, Avventura
Casa produttrice: Tonguç Bodur Publisher: eastasiasoft
Uscita: 2022
Trama
La trama del gioco, a nostro avviso è davvero semplice ed il nostro percorso, relativo al gameplay, è fin troppo semplicistico risultando noioso e scontato. Subito siamo catapultati nei panni di Andrei, un neo-laureato che ha passato svariati anni lontano dal villaggio natale, studiando a Bucarest. Ci troviamo in cima a delle montagne ventose, anche ben fatte graficamente, le quali dovremo percorrere, come direbbe un grande filosofo “dritto per dritto” per raggiungere il nostro vecchio villaggio così da ritrovare i nostri cari amici. Partiamo subito male con un monologo davvero lento e pieno zeppo di riflessioni interiori pesanti e dilungate, ciò che ci sentiamo per altro di menzionare è l’impostazione dei sottotoli, che non compaiono frase per frase ma come intero periodo posto in sovraimpressione alla schermata di gioco, con almeno 4 o 5 frasi alla volta se non di più. In più ciò che ci preme farvi presente è la semplicità della trama che dai trailer e dall’incipit ci sembrava effettivamente allettante o quantomeno scorrevole e piacevole. Così non è, i dialoghi sono davvero specifici come un doppiaggio documentaristico e privi di anima, sarà questa la vera nota horror? Un esempio è questa linea di dialogo fra gli sportivi passati del protagonista e della sua amata ricordando di una passeggiata fatta tempo prima “facciamo una bella passeggiata, a passo lento per le campagne fuori villaggio…” ricordiamo non essere un racconto ma un dialogo fra due personaggi per altro di giovane età. Una specie di “decidi da te stesso, pensa da te stesso, che cosa adesso tu stesso debba fare”.
Gameplay e Grafica
Se i nostri giudizi vi sono sembrato alquanto duri nella voce precedente aspettate di sentire questa. Incominciamo con il gameplay, il quale da il meglio del peggio con un percorso iniziale del tutto lineare senza libertà di secondi percorsi. Ciò ci porta al nostro villaggio abbandonato le cui case poste alla cima risultano a volte irraggiungibili poiché le scale, non saltabili, sono più buggate di una montagna di Skyrim alternando ripidità scalabili e leggeri scalini provvisti praticamente di barriere invisibili. Ad aggravare il tutto vi sono bug grafici come la compenetrazione del personaggio nelle pareti rocciose. Il problema maggiore risiede nel gampelay stesso sprovvisto praticamente di tutto, ciò che ci viene data è una torcia la cui luce sembra a tutti gli effetti una sottiletta spalmata alla fine di un cono orizzontale che non si modifica con le varie profondità ed angolazioni dei modelli utilizzati e la possibilità di interagire con quadrato e solo in prima persona poiché in terza è letteralmente confondibile con una delle 12 fatiche di Ercole. In più i puzzle, se così definibili sono fin troppo semplici e sopratutto pochi, non mantenendo la promessa di un di un’avventura piena di puzzle. Tutto ciò che ci rimane è una lunga camminata piena di parole, frasi ma senza un vero e proprio gameplay.
Audio
Le musiche del gioco sono effettivamente buone ed orecchiabili, le riteniamo pure adeguate al contesto del gioco.
Commento
Ci sentiamo di precisare che il gioco è stato sviluppato da una sola persona, ma quello che ci dispiace non è tanto la qualità del gameplay ma la trama la quale pecca e non poco in molti elementi. Il gamplay viene dopo quando si ha una buona trama ma quando pure quest’ultima è insufficiente fallisce e niente si salva. Quando giochiamo vogliamo conoscere una storia, i suoi personaggi, rimanerne ammaliati, non vogliamo di certo trovarci davanti solo a bug grafici e ad una trama fin troppo semplice o per meglio dire ripetitiva, quasi ricalcata dalle orme di moltissime trame che parlano di viaggi atti alla scoperta di misteri.
PRO
CONTRO

