abbiamo giocato a submerged:hidden depths, un gioco che esce il 10 marzo su steam!
Scheda del gioco
piattaforma: PC, stadia
tipo di gioco: esplorazione a mondo aperto
sviluppatori/editori: Uppercut Games Pty Ltd
Meccaniche di gioco
è un gioco difficile da definire, è decisamente un gioco a mondo aperto, però l’esplorazione è limitata alle 10 aree per completare il gioco oltre a un certo numero di oggetti collezionabili e punti da visitare sparsi per la mappa.
è un gioco molto, molto tranquillo e a tratti di calma quasi piatta. Interpretiamo una ragazza che è accompagnata dal fratello minore in un mondo post-apocalittico alla waterworld: non sembrano essere presenti altri essere umani in questa pianeta in cui la civiltà è stata annientata, gli edifici distrutti e tutto è sommerso in un unico grande mare da cui emergono solo alcuni edifici che sembrano rifarsi esteticamente a varie tipologie di edifici statunitensi, come grattacieli futuristici, oppure fabbriche in mattoni del secolo scorso, librerie pubbliche in stile semi-neoclassico, eccetera.
La Storia
tutto il pianeta è stato distrutto da una pianta nera. Il nostro scopo è girare per 10 isole e in queste spostare un “seme” fino alla parte centrale della pianta su quest’isola. Il tutto mentre raccogliamo alcuni collezionabili per modificare il nostro aspetto oppure per avere dettagli della storia antecedente.
L’obiettivo
però appunto il gioco è tutto qui, non ci sono altre missioni né le aree sono particolarmente complicate da concludere ritrovando anche la maggior parte dei collezionabili, si tratta solo di tempo. nella pratica si tratta più di una specie di platforming che di un puzzle, ma non si può cadere, ma semplicemente bisogna trovare la strada che permette di arrivare alla fine: si parte da un punto, e si arriva a un altro. Anche il livello di sfida non è particolarmente elevato.
Anche la rigiocabilità non è molto elevata, una volta completato non mi ha fatto venir voglia di rigiocarci. Ma d’altronde: rigiocarlo per fare cosa? Bene o male lo si completa quasi integralmente e non rimangono cose in sospeso da fare, curiosità da soddisfare o che. Se lo si rigioca è più per collezionare ciò che manca.
La Grafica
Appunto è un gioco molto semplice, senza grosse idee nelle meccaniche. La parte più degna di nota è il comparto grafico. È un gioco sviluppato attraverso Unreal Engine. Anche qui come altri giochi tutto si appoggia palesemente sulla grafica: personalmente sembra evidente la volontà di fare un gioco “graficamente piacevole” per il suo essere colorato, bello, dettagliato eccetera. Però devo dirlo, anche se in varie parti il gioco rimane piacevole da vedere e ogni tanto davvero ci si ritrova a guardare i dettagli, i colori e l’ambientazione, comunque in alcune occasioni ho avuto l’impressione di giocare a “uno dei soliti giochi di oggi” che, secondo me dopo un po’ si assomigliano.

L’ambientazione
Insomma anche l’aspetto estetico non è particolarmente innovativo e qualche problema di geometria, come non poter passare in spazi aperti per ostacoli invisibili, oppure ad esempio l’impossibilità di scendere fluidamente da scalini, rampe o scale, potrebbero avere un effetto impietoso su questo gioco. Fortunatamente riesce comunque a creare una bella atmosfera. C’è qualcosa di magico nel girare in questo mondo naturalistico bello e in pace, che di problemi non ne ha, mentre per noi le cose stanno andando malissimo, come in Subnautica infatti siamo davanti a una storia di un dramma 100% personale, mentre la natura fa il suo corso e la fa senza nessun problema.

Come l’ho vissuto
Nonostante sia un gioco abbastanza scevro di idee interessanti, ammetto che mi son ritrovato a giocarlo senza peso. Trovo rilassante il poter giocare di tanto in tanto così, senza eccessivi pensieri, in rilassatezza e tranquillità. E trovo più rilassante un platforming così che un gioco open world a “difficoltà artificiale”. E anche il corparto grafico comunque presenta degli scorci piacevoli che si fanno guardare volentieri.

Per chiacchierare
Due curiosità: i personaggi parlano una “lingua sconosciuta” che altro non è che un inglese deformato abbastanza da risultare spesso incomprensibile. Deformata come in pronuncie strane, cambio di vocali, stralcio di sillabe eccetera. È stata la piccola sfida inconsapevole che ho portato avanti: il capire come fosse stata la costruita la lingua che sentivo e che era palesemente inventata. Da un certo punto di vista è indicativo del livello di sfida che sentivo nel gioco, ma d’altra parte, appunto, questo succedeva perché mi sentivo molto rilassato nel giocare a questo gioco.
La seconda è riguardo l’aspetto tecnico dell’architettura presente nel gioco. Soprattutto nei ruderi di edifici in calcestruzzo armato dove sono evidenti improbabili gabbie d’armature in acciaio, con barre da almeno 10-20 cm di diametro ad esempio, mentre già una barra da 3 cm è enorme, oppure fissaggi di strutture di acciaio improbabili. Ovviamente non è assolutamente il caso di pretendere la correttezza costruttiva da un videogioco, però sapendo come si costruisce alcune cose risultavano simpatici errori.
PRO
- grafica colorata e dettagliata
- atmosfera rilassante
- comparto audio piacevole
CONTRO
- meccaniche molto semplici e poco stimolanti
- non molto rigiocabile
- molto collezionismo fine a se stesso

