Il day one di Grounded segna la fine di un percorso di Early Access durato più di due anni e dimostra la poliedricità e l’importanza di Obisidian all’interno degli studi first party di Microsoft. La software house californiana, infatti, ha attualmente in corso di sviluppo diversi progetti: di alcuni, si conosce la data come il succitato Grounded (che ha ottenuto buoni riconoscimenti e un ottimo score aggregato su Metacritic) o il promettente Pentiment; di altri si hanno solo piccole indicazioni e un hype smisurato, ed è il caso di Awoved e The Outer Worlds 2. Fra attesa e rilasci, emerge chiaro un dettaglio: fra gli Xbox Game Studios, Obsidian è l’unica che ha pubblicato nel 2022 dei titoli first party dopo i dolorosi (e sanguinosi) rinvii di Starfield e RedFall.
Grounded is preparing to leave Game Preview this September with its full release. Find out how the teens got into the yard and the mad scientist behind it in the fully playable campaign – all of which can be experienced alone or with a group of friends!https://t.co/AxjcsxgZC0 pic.twitter.com/ERTJtLLnti
— Grounded (@GroundedTheGame) June 12, 2022
Com’è noto, dal lancio delle Xbox Series, Microsoft ha dovuto affrontare diverse problematiche in merito all’organizzazione e ai rilasci dei giochi prodotti dai suoi studi interni. Si è sempre trattato di critiche giuste – a tratti esagerate – accertate da una penuria di uscite relative a titoli prodotti dagli studi accorpati dopo la massiccia campagna acquisti 2018-2020 (Nell’attesa che l’accordo con Activion-Blizzard ottenga il benestare delle autorità Antitrust).
Le ricche aggiunte di titoli al day one di terze parti su Xbox Game Pass che si sono susseguite nel corso dei mesi sono riuscite solo in parte a tamponare questi difetti e nel 2023, Redmond deve necessariamente invertire la rotta. Ad oggi, sembra un proposito rispettato viste le (nuove) date di RedFall e Starfield, a cui si aggiunge anche il reebot di Forza Motorsport; tuttavia lasciarsi il beneficio del dubbio è lecito visto il recente passato di Xbox.

Lo stato degli Xbox Game Studios e Obsidian
In un contesto dove comincia a farsi largo qualche dubbio in merito alla gestione degli Xbox Game Studios – vedasi le voci sulla ristrutturazione interna di 343i dopo la presunta espulsione di Bonnie Ross – Microsoft deve puntare forte su Obsidian. Grounded è l’esempio lampante di quello che, nel corso degli anni, è mancato alle console dalla X verde: voglia di tentare, di rompere gli schemi e dedicarsi anche a progetti piccoli ma non per questo di poca qualità. Chi ha buona memoria si ricorderà sicuramente di come l’annuncio dell’acquisizione di Obisidian portò molte malelingue a darla per spacciata, riconvertita e adibita alla produzione di giochi diversi dal Know-How aziendale. L’annuncio di Grounded esasperò questa visione. Un survival con grafica minimale, core sul crafting e modalità co-op? Da Obsidian?
Oggi, la release finale di Grounded ci mostra un gioco estremamente divertente che si compone anche di un’avventura in singolo – che non dimentica la personalizzazione del personaggio – che si evolve se giocato in compagnia. Si tratta di un gioco evocativo, diverso ma accessibile, che mette l’esperienza davanti a tutto. A novembre, invece, arriva Pentiment, un’avventura narrativa con grafica 2D fortemente incentrata su scelte e conseguenze. In futuro c’è Awoved, nel mondo di Eora (gli appassionati di Pillars of Eternity conosceranno bene) e ancora più in là The Outer Worlds 2.

Si tratta di esperienze che non hanno niente in comune fra loro se non lo scopo di intrattenere il pubblico con prodotti ludici di alto livello senza, necessariamente, rispettare il classico schema degli AAA: basti pensare che Grounded è il frutto del lavoro di 13 sviluppatori, cominciato ed elaborato quando gran parte del team era concentrato su The Outer Worlds. Oggi, Obsidian si è caricata il 2022 first party di Xbox sulle spalle, senza ricevere il giusto riconoscimento da parte dei fan e dei professionisti del settore e segna il preludio di un nuovo modo, da parte di Microsoft, di intendere le sue produzione interne, mettendo fine all’era della monotonia e ripetitività delle esperienze.

