Don’t Nod: Un Viaggio Tra Passato, Presente e Futuro

L’evoluzione audace di uno studio

La storia dell’evoluzione di Don’t Nod è un racconto affascinante nel panorama videoludico contemporaneo. Nata a Parigi nel giugno del 2008 come Don’t Nod Entertainment, questa azienda francese ha saputo scolpire un’identità distintiva, conquistando inizialmente i giocatori con narrazioni complesse e scelte morali dal peso significativo. Il suo percorso è ben più di una serie di successi; è un racconto di resilienza, evoluzione e una costante, quasi impercettibile, spinta verso l’ignoto, analizzando il percorso che ha portato lo studio a ridefinire i propri orizzonti nel gaming.

Il Passato: Le Radici Narrative e la Nascita di un’Identità

Il primo passo di Don’t Nod nel mondo dei videogiochi fu Remember Me, lanciato nel 2013. Un action-adventure cyberpunk che, nonostante idee innovative e una protagonista femminile forte (all’epoca una scelta ancora coraggiosa e difficile da finanziare, come testimoniato dagli stessi sviluppatori), non raggiunse il successo commerciale sperato. Questo periodo fu difficile, portando lo studio a una “riorganizzazione giudiziaria” e alla necessità di un finanziamento pubblico per sopravvivere.

Fu da questa crisi che emerse il loro vero punto di svolta: Life Is Strange. Distribuito a episodi nel 2015, questo titolo non solo salvò lo studio, ma lo definì. Con la sua narrazione emotiva, i poteri di manipolazione del tempo e le scelte ramificate, Life Is Strange divenne un fenomeno culturale, consolidando la reputazione di Don’t Nod come maestri delle storie interattive.

Uno screenshot del gioco
Life is Strange Double Exposure – fonte DON’T NOD

Seguirono altri successi che rafforzarono questa identità, come il cupo RPG Vampyr (2018) e il sequel Life Is Strange 2 (2018), oltre a titoli come Tell Me Why (2020) e Twin Mirror (2020), che pur con sfumature diverse, mantenevano un forte legame con la narrazione e le scelte del giocatore. Fino al 2022, quando il nome dello studio si accorciò da Dontnod Entertainment a Don’t Nod Entertainment, un piccolo ma significativo cambiamento che forse presagiva una più profonda trasformazione.

Uno screenshot del gioco
Tell me Why – fonte DON’T NOD

Jusant, un Monito di Evoluzione e cambiamento

Ed è qui che entra in gioco Jusant. Uscito nel 2023, questo titolo non è semplicemente un altro gioco nel catalogo di Don’t Nod; è un monito, un chiaro segnale che lo studio non intende riposare sugli allori della sua identità consolidata. Lontano dalle complesse trame e dai dilemmi morali che li hanno resi celebri, Jusant si presenta come un’esperienza di arrampicata meditativa e silenziosa, incentrata su una torre altissima e il suo microcosmo da scalare. Non è un “capolavoro” nel senso tradizionale del termine, ma è un’opera coraggiosa che dimostra la volontà di Don’t Nod di evolversi e di “dire qualcosa” di nuovo.

La sua “riscoperta” due anni dopo l’uscita, grazie all’inclusione tra i giochi mensili del PlayStation Plus, è stata una benedizione. Ha permesso a un pubblico più vasto di apprezzare questa audace deviazione, nonostante il suo grande difetto sia la durata contenuta. I panorami, con la loro desolazione e la loro grandezza silenziosa, ricordano da vicino l’atmosfera eterea e poetica di titoli come ICO per PlayStation 2, evocando un senso di meraviglia e malinconia che si radica profondamente nella storia del medium.

Un Viaggio Verticale e Meditativo: La Scalata come Linguaggio

La scelta di rendere la scalata la meccanica centrale di Jusant poteva sembrare singolare, ma Don’t Nod ha trasformato un elemento spesso secondario in altri giochi (come Uncharted o Tomb Raider) in un linguaggio ludico profondo e soddisfacente. Non è una scalata frenetica, ma un’esperienza ponderata dove ogni presa, ogni movimento del protagonista Yan (controllato con i trigger dorsali per le mani destra e sinistra), e ogni gestione della stamina sono cruciali.

Uno screenshot del gioco
Jusant – fonte DON’T NOD

La fatica di Yan, visualizzata da una barra colorata, aggiunge un livello di realismo e strategia. I salti e le decisioni su dove piazzare i chiodi (che fungono da checkpoint e punti di manovra) diventano parte integrante del puzzle verticale. La presenza del piccolo compagno acquatico, la Cisterna (o Ballast), che permette di ancorarsi e riposare, arricchisce ulteriormente le meccaniche. È un sistema che, pur non replicando la fatica fisica reale, trasmette un senso di impegno e conquista, culminando in momenti di pura soddisfazione.

L’Arte della Desolazione e la Narrazione Silenziosa

Il cambio di direzione artistica è lampante. Jusant abbandona il realismo per uno stile visivo stilizzato e vibrante, dominato da colori caldi. Il mondo è una torre colossale, vestigia di una civiltà scomparsa e prosciugata. La narrazione è quasi interamente ambientale: non ci sono dialoghi, solo i resti di un passato da interpretare. Lettere sparpagliate, ciottoli, altari, dipinti e conchiglie (queste ultime un richiamo malinconico ai suoni di un mondo perduto) sono le briciole di pane che guidano Yan e il giocatore attraverso i diversi biomi e strati della torre.

È un approccio che premia l’esplorazione e l’osservazione, invitando il giocatore a sentire la storia piuttosto che a farsela raccontare. La colonna sonora minimale e il sound design immersivo (vento, scricchiolii, gocciolii) amplificano questa sensazione di solitudine e scoperta.

Il Futuro: Oltre le Vette, Verso le Stelle

Con Jusant, Don’t Nod ha dimostrato di non essere confinata ai generi che l’hanno resa famosa. Il futuro dello studio promette un’ulteriore espansione dei loro orizzonti.

Aphelion: La Prossima Frontiera Spaziale

Il 9 giugno 2025, all’Xbox Games Showcase, Don’t Nod ha svelato Aphelion, un nuovissimo action-adventure in terza persona, che sarà incluso nel Game Pass al lancio nel 2026. Questo progetto segna un’altra audace incursione in un nuovo genere e una collaborazione prestigiosa con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Come ha dichiarato Oskar Guilbert, Presidente e CEO di DON’T NOD: “La nostra strategia è massimizzare i ricavi mantenendo i nostri obiettivi creativi e raggiungendo un vasto pubblico. Aphelion, un gioco d’azione-avventura, si adatta perfettamente a questo approccio. Siamo entusiasti di condividere questa nuova esperienza, che incarna l’essenza di DON’T NOD.”

Ambientato in un futuro prossimo con la Terra sull’orlo del collasso, Aphelion segue l’astronauta Ariane Montclair, precipitata su Persephone, un pianeta appena scoperto. La sua missione disperata è ricongiungersi con il partner ferito, Thomas Cross, affrontando paesaggi ostili e fenomeni che alterano la realtà. La collaborazione con l’ESA garantisce un’autenticità scientifica, intrecciata con il nucleo emotivo del gioco, come sottolineato da Nadia Lüders dell’ESA: “Aphelion cattura quello spirito – dove la ricerca incontra la visione immaginativa – per ispirare la prossima generazione a portare avanti l’ambizione spaziale dell’Europa nel futuro.”

Aphelion sarà disponibile su Steam, Xbox Series X|S e PlayStation 5 nel 2026, promettendo un’esperienza single-player potente che mescola esplorazione, narrazione ambientale e stealth. Per maggiori dettagli, visita il sito ufficiale di Aphelion.

L’Evoluzione di Don’t Nod

La storia di Don’t Nod è quella di uno studio che ha saputo trasformare le difficoltà in opportunità, evolvendo costantemente la propria visione artistica e ludica. Jusant, con la sua riscoperta, non è solo un bellissimo gioco di arrampicata; è un monito, un segno tangibile della volontà di Don’t Nod di spingersi oltre i confini del conosciuto, di dimostrare la propria versatilità e la capacità di sorprendere. È la prova che, anche dopo anni di successi in un genere specifico, uno studio può e deve cercare nuove vette da scalare, sia esse torri silenziose o i confini inesplorati del nostro sistema solare.

Mirco Magnani
Mirco Magnani
Da quando, all'età di cinque anni, le mie piccole mani hanno afferrato per la prima volta un controller, condividendo l'emozione della PlayStation con mio padre, i videogiochi hanno intessuto la trama della mia esistenza. Non una semplice passione, ma una compagna fedele che ha scandito ogni fase della mia crescita, plasmando la mia curiosità e la mia voglia di scoperta. Non ho mai eretto confini alla mia esplorazione videoludica: ogni titolo che accende una scintilla in me viene accolto e approfondito, in un viaggio senza pregiudizi di genere o piattaforma.

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