Point and Queer: i temi LGBTQ+ nelle avventure grafiche

Il mondo delle avventure grafiche è sempre stato un pioniere nel trattare personaggi vari e non stereotipati. Basti pensare, per esempio, al personaggio di Elaine Marley. In un periodo in cui le donne nei videogiochi erano per lo più stereotipate, ecco fare la comparsa dell’iconica governatrice delle tre isole, capace di rendere ammutolito Guybrush Threepwood, e salvandolo dai guai.

Con l’avvento degli sviluppatori Indie, e non solo, si sono cominciate a presentare sempre più anche le tematiche LGBTQ+, sia in modo importante e sia tramite personaggi facenti parte della comunità.

In questo articolo vedremo qualche esempio. Vi saranno degli spoiler, per ovvie ragioni, ma vi assicuro che non andranno a intaccare l’esperienza del gameplay.

The Longest Journey e Syberia: due colossi delle avventure grafiche

School of Venice Fonte: The Longest Journey ©
Funcom

Due dei titoli che saltano subito in testa quando si parla di avventure grafiche sono di sicuro The Longest Journey e Syberia, arrivate nei primi anni 2000, in un periodo in cui le avventure grafiche non se la passavano bene.

The Longest Journey ci trasporta nella contrapposizione tra un mondo sporco e tecnologico, Stark, e un mondo fantasy e pieno di magia, Arcadia.

L’equilibrio tra i due mondi è minacciato, e sembra che solo April Ryan, la nostra protagonista, sarà in grado di mantenerlo.

Ma veniamo a noi. Proprio nelle prime battute di gioco, ci viene presentata la Casa Confine, una specie di affitta-camere a basso prezzo per studenti.

A gestire la Casa Confine c’è una coppia omosessuale, Fiona e Mickey, due donne che si sono conosciute 15 anni prima e il cui rapporto viene descritto in maniera totalmente naturale.

È proprio questo che rende il gioco rappresentativo della comunità LGBTQ+, il fatto che il tutto sia raccontato con naturalezza, senza battute di dubbio gusto e senza pregiudizi, tanto che lo hanno reso un titolo in cui la comunità si è sentita validata.

Syberia: la svolta in Syberia – The World Before

Kate e Katiusha. Fonte: Syberia – The World Before © Microids

Le avventure di Kate Walker, dell’automa Oscar e di Hans Voralberg hanno incantato grandi e piccini, fin dalla loro prima apparizione nel videogioco del 2002, ad opera della mano del compianto Benoit Sokal.

La storia parla di viaggi, scoperta di sé e legami con le persone, in modo talmente delicato che è impossibile non affezionarvisi.

Syberia si è evoluto nel tempo, riuscendo a far breccia anche nei cuori dei nuovi videogiocatori e riuscendo però a mantenere l’anima del primo episodio.

Anche qui, Kate Walker fa un viaggio di scoperta personale, che la porterà a lasciare la sua vecchia vita dietro le spalle, per continuare a viaggiare.

Syberia – The World Before la vede, nelle prime scene di gioco, rinchiusa in una prigione e costretta ai lavori forzati. Qui stringerà un legame molto forte con Katyusha, la sua compagna di cella, e troveranno l’una nell’altra il conforto di cui tanto necessitano.

Il tutto è raccontato in modo naturale, senza stereotipi di alcun tipo, e Kate continuerà sempre a pensare a quella donna che le ha donato tutto il suo amore in quel momento difficile.

Kate, quindi, ha riscoperto sé stessa in tutti questi anni e noi non possiamo fare altro che esserne felici.

Avventure grafiche moderne: tematiche LGBTQ+ più marcate rispetto al passato

L’epoca moderna sforna quasi 150 avventure grafiche all’anno, per cui il repertorio è molto vasto e variegato.

Vi sono avventure narrative che trattano i temi LGBTQ+ in modo totalizzante, altri che ne lasciano uno spunto di riflessione e, altri ancora, che lo vedono come un elemento della storia che va ad amalgamarsi a tutto il resto del gameplay.

Fatto sta che, in questo genere, la Rappresentazione è molto presente, in modo più o meno esplicito.

Vi mostro due esempi videoludici che trattano i temi LGBTQ+ in modo diverso.

If Found…: una storia di coming out e transizione

Kasio and friend. Fonte: If Found… © DREAMFEEL

In If Found…, Kasio, una donna transessuale, ritorna nel suo paesino irlandese e dovrà fare i conti con le vecchie conoscenze, anche se vuole lasciarsi il passato alle spalle.

Questa Visual Novel del 2020, edita da Annapurna, ormai una garanzia per i titoli Indie, ci mette in prima linea nel raccontare la storia di Kasio.

Infatti, saremo chiamati a cancellare letteralmente le scene per proseguire, una metafora perfetta per una persona la cui vita comincia quando finalmente si trova nel corpo giusto per lei.

Tra vecchie conoscenze, coming out e scienza, non potremo non restare rapiti da questa Visual Novel e, per questo, la consiglio molto se cercate un’esperienza chill ma, allo stesso tempo, emozionante.

Embracelet: la bisessualità come naturalezza

Harmond and Jesper. Fonte: Embracelet © Mattis Folkestad

Embracelet racconta le vicende di Jesper, un diciassettenne che si ritroverà in eredità dal nonno un braccialetto magico. Quindi, si dovrà dirigere nel Nord della Norvegia, in un’isola sperduta e poco abitata, per saperne di più.

Si parla quindi di sessualità, lutto, in questo viaggio di formazione ben scritto e stimolante.

Oltre ai vari personaggi, incontreremo Karoline e Harmond, due coetanei di Jesper ben diversi fra loro.

Karoline è ottimista e vuole fare qualcosa per rendere l’isola migliore sotto tutti i punti di vista, mentre Harmond è più frustrato e cinico, quell’isola gli sta stretta e vorrebbe potersi esprimere al massimo delle sue potenzialità. Inoltre, vive con conflitto la sua omosessualità.

Jesper avrà modo di interagire con tutti e due i personaggi e, alla fine, innamorarsi di uno dei due, con due finali diverse. Il tutto non è forzato verso una o l’altra parte, lasciando libero il giocatore di scegliere con naturalezza.

 

Questi erano alcuni esempi legati alle avventure grafiche, ma il mio consiglio è: Esplorate! Là fuori è pieno di videogiochi che vi possono rappresentare, raccontateci la vostra! Vi lasciamo anche link per un approfondimento più generale. Buon Mese del Pride a tutti!

Sofia Celadon
Sofia Celadon
Ho cominciato a videogiocare seduta sulle ginocchia di papà dall'età dei 4 anni e, da lì, non ho più smesso. Lui mi ha trasmesso questa passione, soprattutto quella delle avventure grafiche. Infatti sono una pippa negli action ma chiedetemi di combinare un pollo con una carrucola e saprò sicuramente di che cosa state parlando.

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