#Recensione House Of Ashes: Tutto non è ciò che sembra

A distanza di due anni dal paurosissimo Man Of Medan e ad un solo anno dall’inquietante Little Hope continua ad oggi con House of Ashes l’espansione della serie di punta per Supermassive Games ovvero la The Dark Pictures Anthology ed oggi, grazie a Bandai Namco siamo qua, con grande onore a presentarvi la nostra recensione.


Scheda del gioco

piattaforma: PS4/5, Xbox One/X|S, PC
tipo di gioco: Survival Horror
casa produttrice: Supermassive games Publisher: Bandai Namco
uscita: ottobre 2021


Tutto inizia qua…

Ci troviamo nel 2003, la guerra tra USA e Iraq sancita dai terribili eventi legati agli attacchi terroristici dell’11 Settembre che riecheggiano ancora nelle menti delle forze speciali statunitensi. In questo momento le truppe americane si trovano completamente in territorio nemico con un’unica missione, trovare la famigerata riserva di armi chimiche di Saddam Hussein, braccio destro di Osama Bin laden ed esperto militare.

Il primo personaggio che andremo a conoscere è proprio Eric, Eric King Tenente della US air force e marito di Rachel, che fino al suo arrivo fu a capo della missione ma soprattutto è l’ideatore e capo progettista della tecnologia segreta Kletus che tramite un satellite lanciato in orbita è in grado di scannerizzare il nostro pianeta da cima a fondo e soprattutto nel fondo dove sembrerebbe aver rilevato il presunto “magazzino di armi chimiche”.

La missione comincia, ed una volta che il nostro gruppo è sceso dall’elicottero inizia la perlustrazione della zona di ricerca. Qualcosa però va storto e il nostro gruppo di soldati viene attaccato da una truppa di soldati iracheni fino a quando un cedimento del suolo non fa sprofondare tutti nella città sotterranea di Akkad, dove Salim (soldato iracheno che poco prima era in procinto di festeggiare il compleanno di suo figlio) ed i nostri soldati si troveranno ad affrontare un nemico ben più grande, proveniente da un mondo sicuramente sconosciuto ed esterno al nostro.

Parliamo del Gameplay

Come già in molti sanno, chi crede di acquistare un titolo supermassive per gustarsi un’esperienza di gameplay superlativa sta sicuramente sbagliando strada anche se, in questo nuovo capitolo della serie è stata per la prima volta implementata una telecamera mobile al 100% a differenza dei precedenti titoli che avevano quasi sempre inquadrature fisse.

Parlando invece dei Quick Time Events altro pilastro fondamentale della serie non abbiamo notato alcun cambiamento rispetto al titolo precedente se non una minor carica di presenza nonostante il finale ne compensi gran parte, sicuramente avrei gradito la presenza di più iterazioni “Mantieni La Calma” che rendono a parer nostro il gameplay più carico di ansia.

Andando invece a spostare la nostra attenzione sul lato collezionistico del gioco troviamo un sacco di oggetti, fogli e scartoffie da poter esaminare attentamente che se trovati sbloccheranno in una categoria del menù di gioco quelli che sono i “segreti” andando ad ampliare molto anche il sentore di ricerca all’interno del gioco.

Sempre presenti anche le buone e care “premonizioni” che questa volta si presentano sotto forma di tavolette d’argilla e che come di consueto ci mostrano un possibile avvenimento futuro.

Ovviamente non poteva mancare all’appello la bussola delle scelte, la nostra guida, che ci permetterà di essere noi i padroni della nostra storia e soprattutto di decidere le sorti dei nostri personaggi e fargli imboccare la giusta via.

Grafica ed Animazioni

Per quanto riguarda la grafica, durante la nostra esperienza di gameplay abbiamo notato un miglioramento netto che, anche su console di vecchia generazione genera uno spettacolo visivo, con texture di alta qualità e luci veramente ben realizzate.  Alcune volte ci sono però delle pecche  molto evidenti, come caricamenti di texture in “corso d’opera” che vanno a mostrare dettagli non definiti come poligoni o colori per qualche secondo. Da correggere assolutamente anche l’effetto di riflesso della luce solare sulla pelle dei personaggi.

Parlando di animazioni, anche qua niente da dire, i ragazzi di supermassive hanno fatto davvero un lavoro egregio per quanto riguarda il “troncamento” delle animazioni nel passaggio tra le scene recitate e le sezioni di gioco che nei precedenti capitoli risultavano abbastanza nette. Una piccola cosa da migliorare sono i frequenti caricamenti che occorrono al gioco per il cambio di scene che effettivamente sono corti ma, molte volte, rovinano l’atmosfera del gioco.

Temi trattati, difficili

House of Ashes è il primo episodio della serie che si espande su temi sicuramente non totalmente fantasiosi andando a riprendere anche situazioni di attualità che tutt’ora si svolgono come la guerra e la crudeltà umana. Centrando in pieno il fattore guerra, i ragazzi di Supermassive hanno aperto le porte a temi che prima non potevano essere ampliati molto, come: la sofferenza,  le relazioni difficili e soprattutto la vicinanza con la morte (che può incombere da un momento all’altro), rendendo questo titolo secondo noi, ad oggi, il più realistico possibile nella sfera dei sentimenti/emozioni. Sicuramente conta molto l’immedesimazione nel personaggio e ne evidenza ancor di più le sfumature caratteriali trovandosi davanti a delle scene dove è necessario dire addio ad un personaggio anche se non facile.

Il finale, un po’ confusionario

Durante la nostra esperienza di gioco siamo riusciti a sbloccare il secondo miglior finale dei 4 possibili, salvando 3 dei 5 protagonisti.

Nel nostro caso però il finale ci é rimasto molto difficile da digerire e molto confusionario, lasciando delle questioni sospese nel nulla e senza alcune risposte. Risultato: un finale ai nostri occhi abbastanza anonimo che si, molto eroico, ma come già detto in precedenza, con dei punti non totalmente chiari e alcune questioni importanti in sospeso.

Sonoro e doppiaggio

Il doppiaggio in italiano: sicuramente una delle cose meno riuscite negli nei precedenti capitoli della serie.

In questo episodio ha avuto come una sorta di “redenzione”,  risultando molto buono nella sostanza, anche se qualche taglio mal posizionato qua e la è ancora presente.

Anche gli effetti sonori sono ottimi, soprattutto per quanto riguarda le creature che ci perseguiteranno all’interno delle grotte di Akkad. Non mancano anche i suoni improvvisi dei jumpscare, meno, ma fanno comunque paura!

PRO

  • Ottima grafica
  • QTE migliorati e molto divertenti
  • Migliorato nettamente l’audio ed il doppiaggio

Cons

  • Alcuni caricamenti d’intermezzo rovinano l’atmosfera
  • Il finale risulta abbastanza confusionario

Borededdy
Borededdyhttps://press-start.xyz
La mia passione nasce nel lontano 2012, quando a Natale mi fu regalato il mio primo Nintendo DS, da quel momento non mi sono più fermato ed ho accresciuto man mano la mia conoscenza del mondo Videoludico. Grazie ai miei zii nasce anche la mia passione per i Retrogames, che mi ha portato a diventare un vero e proprio collezionista. Cosa cerco nei Videogiochi? l'esperienza. (Codice Amico Nintendo Switch: SW-1583-2216-0331 | Gamertag Xbox: BoredVolcano682)

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House of Ashes si è mostrato ai nostri occhi come un degno successore dei precedenti titoli dove si notano, a colpo d'occhio netti cambiamenti in bene soprattutto per la grafica ed il doppiaggio che riescono a soddisfare le nostre aspettative. Alcune pecche qua e la e soprattutto dei caricamenti d'intermezzo rovinano avvolte l'atmosfera. (Versione testata: Xbox One)#Recensione House Of Ashes: Tutto non è ciò che sembra