Amici! ma quanto erano belli i tempi in cui nei fatidici anni ’90 si tornava a casa per giocare al commodore 64 oppure al PC… via di datassette e floppy per giocare a titoli che tutt’ora hanno fondato le radici della storia videoludica come le avventure grafiche di Lucas Arts Monkey island, Maniac Mansion e molte altre, bei tempi.
Oggi, ed in questo mese ho saputo riassaporare un po’ di quel feeling retro con un titolo indie molto interessante, Lone McLonegan un’avventura grafica vecchio stile che mi ha colpito molto, scopriamola assieme.
Scheda del gioco
piattaforma: PC, Switch
tipo di gioco: Avventura grafica
casa produttrice: Sonomio Games Publisher: Flynn’s Arcade
uscita: Novembre 2021
Storia, semplice ma d’effetto
Ci troviamo nel Far West dove vestiremo i panni di Logan McLonegan definito come “La Vecchia Leggenda del West”, ora un po’ arrugginito e sicuramente fuori forma.
McLonegan improvvisamente però viene superato da Bragg Badass che diventerà il nuovo idolo del West – Per questo sonnecchiare sulla poltrona non porta risultati – McLonegan, come viene a saperlo, va a rapinare la banca di Oldewell definita come la più sicura della contea, per riprendersi il titolo di “Leggenda del West”. Questo ovviamente farà ammontare di più la sua taglia sulla testa. A metà viaggio la diligenza su cui viaggia Lone McLonegan viene attaccata dagli scagnozzi di Badass e bisognerà raggiungere a piedi nuovamente la banca di Oldewell per rifare la storia.
Questi sono gli elementi di una storia che risulta alla lettura abbastanza semplice ed elementare ma che nel gioco conta, e ne crea scorci interessanti che la rendono capovolgendone letteralmente il significato interessante e divertente, con un sacco di potenzialità, veramente ottima.
Ambientazione, un mix tra futuro e passato
Sicuramente una delle cose che mi ha colpito di più del titolo di Sonomio Games è l’ambientazione, veramente ben curata e disegnata – un tipo di grafica che mi stupisce ogni volta, vedi la nostra recensione di Ghosts and apples – giocando però, fin dall’inizio ho notato la scelta, prettamente stilistica, di utilizzare oggetti alquanto futuristici come parte integrante del game design, come se tutto fosse inserito in un gigantesco time travel però rimasto al 50%, facendomi esclamare molte volte: “ma come cavolo fa ad esserci una TV nel Far West!”. Colpendomi in pieno questo fattore ha alzato di molto l’asticella della qualità del gioco riuscendo a stupirmi molto e garantendomi un esperienza di gioco molto rilassata ma anche attenta nel trovare anche i minimi dettagli.
Comandi azione, carini ma… meh
Eccoci qua, la prima pecca, questa volta tocca ai comandi azione / iterazione, troviamo varii comandi, come ad esempio prendi, metti nell’inventario, parla, dai un pugno ma soprattutto “dai un calcio”. In questo momento vi starete chiedendo: ” e dove sta la pecca?! puoi pure dare i calci!”, bene, il vero punto dolente sta proprio nella spiegazione e nell’implementazione dei sopracitati comandi che, si, possono risultare intuitivi ma con le giuste icone! difatti, le uniche icone comprensibili sono: lo stivale per calciare, il pugno per “picchiare” ed il portafoglio. le altre sono molto enigmatiche…
Inoltre non vi è alcun tipo di tutorial ne spiegazione su come i comandi funzionino ciò ne rende ancora più difficile la comprensione.
Dialoghi e OST
Parlando invece di dialoghi: sono veramente geniali! un mix tra ironia e completa sfacciataggine dando luogo a gag molto divertenti tra il giocatore ed il protagonista ed ammetto che per alcune espressioni ho riso… molto. Manca tuttavia il supporto alla lingua italiana.
l’OST invece risulta molte volte semplice ed abbastanza ridondante ma niente di insopportabile dato il lieve volume.
PRO
CONTRO

