#Recensione Starfield, siamo Figli delle Stelle

Durante le ultime settimane, grazie a Bethesda, abbiamo potuto mettere le mani, come redazione intera a Starfield (giocandoci innumerevoli ore), il nuovissimo e colossale GDR di Bethesda Studio, che ha saputo stupirci quanto appassionare. Se siete pronti, allacciate le cinture e preparatevi al prossimo gravisalto, ovvero, la nostra Recensione di Starfield!


Scheda del Gioco

Piattaforme: PC, Xbox series X|S
Tipo di gioco: RPG
Sviluppatore: Bethesda Studios Publisher: Bethesda


Verso l’infinito ed oltre

Ci troviamo nel 2330, l’umanità ha raggiunto uno dei suoi sogni più grandi, infatti, da circa 280 anni l’intera razza umana vive nello spazio. La terra, da anni immemori ormai è interamente devastata, la sua atmosfera non esiste più e, la sua scomparsa ha impattato in maniera critica su tutto il pianeta, che si trasformò in un deserto per tutta la sua interezza. Ovviamente, dopo aver letto questa introduzione possono sorgere alcune domande spontanee, come ad esempio: com’è potuto accadere tutto questo? E soprattutto, come hanno fatto gli umani ad arrivare nello spazio più remoto raggiungendo pianeti prima sconosciuti? Ebbene, tutto ebbe inizio nel 2050, quando l’essere umano riuscì per la prima volta ad atterrare su Marte, conquistando il pianeta rosso, fu questo particolare evento a decretare le sorti dell’intera umanità, che, da lì in poi continuò ad espandersi colonizzando sempre più pianeti e costruendo la propria nuova “capitale spaziale” su di un pianeta tutt’ora da noi conosciuto, Alfa Centauri, la cui città prenderà il nome di Nuova Atlantide.

Dopo aver spiegato gli eventi, che verranno ribaditi più e più volte durante tutta la campagna di gioco Starfield si apre con la creazione del nostro alter ego digitale, che potremo ovviamente personalizzare a nostro piacimento, magari facendolo diventare la versione che abbiamo sempre desiderato di noi stessi oppure il puro e cristallino specchio della nostra coscienza nella realtà, sta a noi la decisione.

L’editor del personaggio appare fin da subito ricco e molto dettagliato ed offre una miriade di opzioni di personalizzazione del proprio aspetto. Quello che però reputo l’aspetto più fondamentale del gioco riguarda proprio la scelta dei Background (Dei quali trovate la nostra guida completa qua) e dei Tratti (Trovate la nostra guida completa qua), caratteristiche che ci permetteranno di definire chi siamo e qual’è il nostro passato nell’immenso universo di Starfield. Le scelte sono moltissime e possono essere variegate tra loro anche con l’utilizzo dei tratti, che ci apporranno dei bonus e dei malus sbloccando o bloccando determinati premi o abilità.

Dopo aver creato il nostro personaggio saremo subito “pronti all’azione”, infatti verrà subito avviata la missione iniziale, molto lineare ma comunque forzata ed estremamente guidata per forza di cose maggiori. Una volta completata saremo però completamente liberi, infatti avremo, al termine della missione, già tutte le cose che ci servono per poter viaggiare liberamente per lo spazio, avremo una nave tutta nostra, una tuta spaziale, varie missioni e molto altro, starà a voi dunque decidere cosa fare ed in che ordine farlo, caratteristica che ormai rimane invariata per tutti gli RPG di Bethesda.

Starfield, Il nostro protagonista guarda saturno
Ecco l’immensa bellezza e grandezza di Saturno

“Starfield è un gioco particolare a cui sto giocando volentieri. Non ha enormi innovazioni, a parte alcune piccolezze e non è un gioco perfetto, secondo me. È un open-world che soffre del fatto per il quale siamo costretti a fare quasi solo viaggi rapidi, mentre ho sempre amato che negli open-world se devo andare dal punto A al punto B, spostandomi ho la possibilità di poter completare una o due missioni secondarie. Questo non è immediato e me ne dispiaccio. Si tratta dell’unico vero lato negativo per me. Vedo varie missioni secondarie accumularsi ed è un peccato perché avrei voluto farle, anche se alcune sono migliorabili, ad esempio si chiudono facendoti “tornare da tizio che ti ringrazia e basta”. La storia principale mi sta piacendo, è ben raccontata anche se non è molto emozionante né troppo coinvolgente. Ma, seguendo poche missioni secondarie e giocato quasi come un gioco non open-world, è veramente molto bello, anche graficamente, validissimo e ottimizzato (che di questi tempi non è scontato), con un approfondimento di meccaniche importante: costruire basi, raccogliere materiali e modificare la nave sono attività che mi stanno piacendo moltissimo. Tutto è ben pensato, sono meccaniche ampie e coerenti” – Gokhlayeh

Un RPG ricco di Missioni e Storia

Come già detto in precedenza, dopo aver completato la prima missione di gioco, l’unica estremamente guidata saremo completamente liberi di esplorare lo spazio come ci pare e piace, affrontando in qualsiasi modo le missioni sia principali che secondarie.

La campagna principale di Starfield ruota tutta attorno ad un particolare ritrovamento di un manufatto infuso di strani poteri, che darà inizio a tutte le nostre avventure che, scopriremo in seguito essere tutte collegate tra loro ed il manufatto. In questo nuovo titolo possiamo sicuramente notare una maggior sicurezza ed evoluzione narrativa da parte di Bethesda Studios, riuscendo facilmente a portare a compimento una trama che appassiona e fa venir voglia di giocare, rimanendo comunque molto semplice e diretta.

Starfield
Sicuramente la generazione procedurale riesce a realizzare ottimi paesaggi

Ad aumentare l’immersività del titolo e della campagna ci sono anche i vari personaggi, che ci accompagneranno per quasi tutte le missioni principali, andando ad illustrarci tutte le varie meraviglie dell’universo e dei suoi pianeti. Con le sue 35 ore di gioco minime dunque la trama di Starfield non è soltanto un metodo dedicato ad accrescere il proprio personaggio in termini di livelli, potenziamenti e molto altro, ma bensì un vero tour guidato mirato a mostrarci tutto il “creato” di Bethesda Game Studios.

Oltre alle missioni principali è sicuramente d’obbligo parlare delle secondarie, che, per la maggior parte risultano estremamente ben costruite e soprattutto divertenti da portare a termine, alcune di esse inoltre offrono uno sguardo ancor più dettagliato sulla lore del titolo, presentandoci personaggi importanti ma anche facendo digressioni riguardanti la politica presente nell’Unione Coloniale e nel Collettivo Freestar. L’unico tratto negativo che possiamo segnalare (riprendendo dal commento di Gokhlayeh) riguarda la gestione delle stesse missioni secondarie che spesso e volentieri tendono ad “ammassarsi” in attesa di essere completate, senza seguire uno schema lineare.

Starfield. il menu di pausa
Il menu di pausa, che consente rapidamente di accedere a tutte le opzioni riguardanti il nostro personaggio

Il Nasa Punk in Starfield

Come stile, il Nasa Punk ha visto la sua nascita proprio con Starfield. Questo nuovo genere sci-fi all’interno del gioco presenta una notevole innovazione, poiché fa un chiaro riferimento all’Hard sci-fi, un macrogenere noto per la sua enfasi sulla verosimiglianza scientifica nell’ambientazione, cercando di mantenere una stretta coerenza con le leggi fisiche conosciute.

In Starfield, il Nasa Punk abbraccia questa filosofia in alcune sfaccettature, evidenziando l’impegno del gioco per il dettaglio scientifico nei design delle astronavi e nei combattimenti in assenza di gravità. Tuttavia, il gioco presenta anche audaci deviazioni dalla realtà scientifica che, per quanto inesatte, servono più al gameplay che a una rappresentazione veritiera dell’esplorazione spaziale.

Uno dei punti di divergenza più significativi riguarda la rappresentazione dello spazio in Starfield. Mentre l’Hard sci-fi si sforza di rispettare rigorosamente le leggi della fisica, il gioco introduce un elemento di fantasia con un’apparente presenza di attrito nello spazio. Le astronavi in Starfield non proseguono indefinitamente alla stessa velocità; invece, si fermano gradualmente se non vengono costantemente spinte dai propulsori. Questa scelta di game design è stata probabilmente adottata per aumentare l’accessibilità del gioco, ma rappresenta una chiara deviazione dalla realtà scientifica e potrebbe non essere gradita dagli appassionati dell’Hard sci-fi.

Starfield plancia di comando
La plancia di comando rimane uno dei componenti di design meglio realizzati in tutto il gioco

Tuttavia, è importante sottolineare che Starfield non sacrifica completamente il realismo scientifico. Ad esempio, il gioco affronta le sfide legate ai combattimenti a gravità zero in modo straordinariamente accurato, dove gli spari possono spingere il personaggio giocante all’indietro, creando una dinamica tecnica e coinvolgente. Questo dimostra che Starfield è capace di bilanciare abilmente il realismo con l’aspetto divertente del gameplay.

Un altro aspetto interessante riguarda l’utilizzo delle tute spaziali. Sebbene le tute siano necessarie per sopravvivere in determinati ambienti, Starfield non adotta un approccio estremamente realistico. Togliere il casco non porta a una morte istantanea, ma può causare malattie o morte progressiva. Questa interpretazione potrebbe sembrare un compromesso tra realismo e giocabilità.

Posso dire che il gioco mi soddisfa a livello di sci-fi, da amante del genere, e questo nuovo stile chiamato Nasa Punk mi piace tantissimo. Starfield ha saputo coniugare elementi di realismo scientifico con una trama coinvolgente, offrendo un’esperienza che appassionerà sicuramente gli appassionati del genere

Starfield, ecco la terra
Ecco come Bethesda si è immaginata il pianeta terra nel 2330

L’Esplorazione dei Pianeti, il punto debole dell’esperienza

Lo abbiamo già ribadito molte volte in questa Recensione, Starfield è gigantesco e lo abbiamo capito fin da quando con la nostra prima nave, abbiamo iniziato ad esplorare le varie meraviglie e pianeti dell’universo. Nel titolo infatti sarà possibile atterrare su quasi tutti i pianeti delle galassie limitrofe e non al sistema solare, incluse anche le varie lune e satelliti, non dico tutti però poiché, ovviamente, non sarà possibile atterrare su pianeti come i giganti gassosi. Sarà però possibile far attraccare la nostra nave spaziale su tutti i giganti rocciosi che possiedono le condizioni minime per ospitare un essere vivente o umano dotato di tuta spaziale.

Una volta selezionato il pianeta e la zona nella quale si desidera atterrare sulla mappa di gioco verranno indicate le varie strutture che si andranno a creare tramite la generazione procedurale del mondo come colline, montagne, canyon, crateri e molto altro. Una caratteristica negativa comune tra tutti però è la mancanza di punti di interesse o stimoli dedicati all’esplorazione del pianeta stesso, andando poi inevitabilmente a far risultare noiosa anche la caratteristica prima del titolo, ovvero l’esplorazione libera dei pianeti, che risultano spesso ridondanti e “vuoti”.

Una volta atterrati sul pianeta sarà possibile scannerizzarne le risorse, la flora e la fauna (se presenti) ed ovviamente i minerali che compongono la superficie, non sarà raro imbattersi durante le varie esplorazioni in bestie aliene accoglienti o ostili, che non esiteranno ad iniziare combattimenti contro i nostri personaggi.

vasco ripara la nostra nave
In questo suggestivo scenario possiamo vedere VASCO che ripara la nostra nave

Presente anche la possibilità di creare degli avamposti personali in ogni pianeta esplorato, simpatica aggiunta che farà sbizzarrire i giocatori più creativi nella creazione delle proprie basi di ricerca.

La ridondanza rimane comunque molta, anche a causa dei “punti di interesse”, ovvero gli unici stimoli che vengono dati ai giocatori una volta atterrati su di un pianeta, purtroppo però anche questi punti di interesse soffrono di un grave problema, sono estremamente distanti dal giocatore stesso, che, per raggiungerli deve camminare (anche per svariati minuti) fino ad aver raggiunto la destinazione. In questo determinato caso si sente molto la mancanza di un vero e proprio sistema di movimento rapido, che poteva essere sicuramente soddisfatto con l’aggiunta di alcuni rover o piccoli mezzi di trasporto.

Starfield

C’è da dirlo, e lo ammetto sinceramente, quello che manca a Starfield in questo specifico caso non è una maggior cura dei contenuti ma bensì una riduzione degli stessi, il progetto di realizzare un intero universo esplorabile infatti rimane comunque anche agli occhi di oggi ed alla potenza delle console e dei PC di nuova generazione molto ambizioso, Bethesda infatti è caduta nel tranello della “quantità oltre la qualità”, cercando di rispettare quanto detto in fase di marketing ma facendolo in maniera piuttosto raffazzonata, i pianeti sono decisamente troppi ed una riduzione in termini di numeri avrebbe senza dubbio giovato alla “ludicità” e qualità della produzione.

Una Nave Spaziale come Casa

Come nella realtà ma anche in ogni Videogioco, film o contenuto ispirato allo spazio la nostra vera ed unica casa sarà la nostra Nave Spaziale, che potremo aver ereditato, comprato o addirittura rubato, in Starfield la nostra meravigliosa nave è sempre a nostra completa disposizione, attrezzata con armi e funzionalità vitali per i viaggi nello spazio come il gravisalto, ci accompagnerà in tutte le nostre incredibili avventure.

Starfield, menu di modifica della nostra nave
Il menu di modifica della nostra nave

Per la gestione delle varie funzionalità, che potranno essere potenziati una volta atterrati in uno spazioporto, Bethesda ha pensato ad un intuitivo sistema di regolazione, che ci permetterà, tramite alcune tacchette di regolare quanta potenza dare ad una determinata funzionalità, come ad esempio le mitragliatrici, i missili, i motori e molto altro. Per poter migliorare le prestazioni della nostra nave inoltre sarà possibile assumere dei membri dell’equipaggio che svolgeranno alcune mansioni che prima dovevamo svolgere noi stessi.

Con la nostra nave potremo poi attraccare a varie basi orbitanti, oppure attaccare altre navi per saccheggiarle o vendicarsi. Durante i vari viaggi spaziali infatti sarà possibile imbattersi anche in alcuni pirati o sciacalli, che non esiteranno di certo ad attaccarci.

nave frontier
Ed ecco la nostra prima nave spaziale, la Frontier

Graficamente Stupendo

Siamo arrivati dunque a parlare dell’aspetto tecnico più significativo del nuovo titolo di Bethesda, ovvero il comparto grafico, per il quale è stato eseguito un lavoro egregio, tutte le strutture, le navi ed anche i più piccoli elementi sono estremamente dettagliati, anche grazie al già citato stile “Nasa Punk” che vede tutte le strutture ricche di cavi, circuitazioni e piccoli dettagli tecnologici che rendono il tutto un vero e proprio spettacolo per gli occhi.

Starfield, Gravisalto
Gravisalto

Anche la HUD dedicata alle navi è estremamente ben realizzata, lo stesso per tutti i menu di gioco, tranne per la mappa, Gli sviluppatori infatti hanno optato per un approccio su vari livelli, la mappa infatti comprende la superficie del pianeta, il pianeta stesso, il sistema e la galassia, insomma, moltissime informazioni concentrate in una mappa molto difficile da controllare, anche a causa della rigidità dei controlli imposti su controller.

Anche il sonoro è ottimo, peccato per la grave mancanza di una localizzazione completa in Italiano, il doppiaggio è totalmente assente ma il titolo è comunque completamente tradotto in Italiano. La selezione di tracce d’accompagnamento è varia anche se il sound-design del titolo ha lasciato molto spazio agli effetti sonori prodotti dalle navi e dai vari macchinari, ottimi in tutte le loro forme.

combattimento
Combattimento, ecco come si presenta la HUD durante gli scontri

Concludendo

Da fan dei giochi Bethesda sono rimasto complessivamente soddisfatto da Starfield.
Il gioco arriva rispettando ogni promessa fatta, e sebbene alcune scelte di game design risultino un po’ obsolete, è anche vero che dei passi avanti sono stati fatti sotto molti aspetti. Scrittura, attività da svolgere, personalizzazione della nave e gunplay sono sicuramente di ottima qualità. Le location e i panorami dei tanti pianeti sono sicuramente suggestivi e visivamente affascinanti, tuttavia la natura stessa del titolo mi ha lasciato l’amaro in bocca. Ciò che ho sempre amato dei giochi di ruolo made in Bethesda qui non sono riuscito a ritrovarlo: nonostante la quantità di cose da fare, esplorare l’universo di Starfield non mi ha saputo restituire le stesse emozioni di uno Skyrim o perfino di un Fallout 4. La tipica narrazione ambientale che caratterizza ogni luogo di Tamriel o delle Lande desolate, non si riesce a trovare (perlomeno non nella maggior parte dei luoghi) nell’Universo di Starfield. I tanti punti di interesse sono monotoni e poco ispirati, seppur coerenti col mondo di gioco.
La cosa che ho apprezzato di più sicuramente è il sistema di progressione e lo sblocco dei talenti. Ma comunque al netto di pregi e difetti, Starfield, così come i suoi fratelli maggiori, è un gdr unico nel suo genere che vale la pena giocare grazie alla capacità di sapere catturare il giocatore per non lasciarlo più andare. (Versione Testata: Xbox Series X)

PRO
  • Saprà tenervi incollati allo schermo per ore ed ore
  • La scrittura delle missioni e della narrativa ha subito un netto passo in avanti
  • Le Missioni principali e secondarie sono spesso ben strutturate e divertenti
  • Direzione artistica invidiabile e di altissimo livello
  • È il classico RPG Bethesda
CONTRO
  • L’esplorazione dei pianeti ha visto la quantità vincere sulla qualità, sono vuoti e non stimolano i giocatori con strutture ed elementi che risultano del tutto assenti
  • Risulta imprescindibilmente vecchio sotto vari aspetti
  • La Mappa risulta l’unico elemento grafico non realizzato correttamente
Borededdy
Borededdyhttps://press-start.xyz
La mia passione nasce nel lontano 2012, quando a Natale mi fu regalato il mio primo Nintendo DS, da quel momento non mi sono più fermato ed ho accresciuto man mano la mia conoscenza del mondo Videoludico. Grazie ai miei zii nasce anche la mia passione per i Retrogames, che mi ha portato a diventare un vero e proprio collezionista. Cosa cerco nei Videogiochi? l'esperienza. (Codice Amico Nintendo Switch: SW-1583-2216-0331 | Gamertag Xbox: BoredVolcano682)

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