#Recensione Trigger Witch: violenza e 2D vanno sempre d’accordo

Cos’è Trigger Witch?

Trigger witch è, a mio avviso, la più grande avventura 2D mai prodotta. Il gameplay potrà sicuramente ricordavi The binding of Isaac, ma l’atmosfera in cui vi troverete immersi non sarà quell’atmosfera tetra e sinistra, bensì giocherete in un mondo magico, vivo e pieno di case, persone e possibilità per l’upgrade delle armi. Potrete curarvi e rinforzarvi acquistando pozioni al villaggio, affrontare boss sempre più difficili e, non da meno, potrete selezionare le risposte nei vari dialoghi scegliendo, per esempio, vie piùpacate o scontrose per rispondere agli altri personaggi. Un secondo modo per curarsi, per quanto strano rimane molto utile, infatti ogni qualvolta uccidete un nemico ricaricherete una frazione di pozione curativa che potrete usare solo quando la boccetta sarà piena.


Scheda del gioco

piattaforma: PS4/5, Nintendo Switch, Xbox one Series X/S
tipo di gioco: Twin-Stick action game
protagonista: Colette
casa produttrice: Rainbite
publisher: Eastasasoft
uscita: 2021


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Trama

La trama del gioco è semplice, voi siete Colette, una maturanda di una scuola la quale funge da scuola di magia ma anche da poligono di tiro. Sarete subito immersi nel vostro esame finale nonché tutorial, scortati da vostra madre lungo tutto il percorso. Lei è una donna un po’ burbera, soprattutto perché, seguendo il tutorial capiremo che lei un personaggio di spicco all’interno dello STOCK. La prima arma che riceverete sarà un revolver col quale dovrete compiere il vostro esame. Però, ben prima che l’esame cominci, per strada incontrerete una loca figura dalla risata terrificante che si materializzerà difronte a voi e scapperà subito. Il vostro obbiettivo sarà liberare il vostro regno proprio dalla malvagia figura che lo avrà conquistato e riportare quindi la pace in esso.

Commento

Ritengo che giochi come questo siano fra i migliori poiché non puntano tanto alla qualità effettiva del prodotto ma a quella della trama, dei dettagli che scioccano il giocatore e gli lasciano quel senso di curiosità e perplessità del tipo “ho appena visto il mostro a cui stavo sparando esplodere in mille pezzi fra budella e sangue lasciando una gigantesca chiazza rossa sul suolo e tutto questo in un gioco ambientato in un mondo magico?” La risposta è “sì”, quello che hai visto è successo e quello che stai giocando è un buon gioco perché ti ha appena tirato uno schifo che non puoi dimenticarti, sei partito con un’idea di gioco che in una frazione di secondo si è completamente stravolta è ti ha lasciato con ciò che hai visto, sangue, armi, magia ed un’ottima trama. Sia chiaro, questo gioco è un gioco on 2D, parliamo di una grafica retro la quale ci permette pure un gameplay più semplice e scorrevole pieno di enigmi, boss di difficoltà sempre crescenti con i quali dovrete fare molta attenzione ed opzioni di dialogo che modificheranno il modo con cui vi approcciate ai personaggi. Se devo dire un’ultima cosa, forse l’unica che non mi è proprio piaciuta è la totale assenza della lingua italiana, per intenderci vi è una varietà di lingue non indifferente la quale, tralascia del tutto l’italiano. Il punto del discorso è una doppia faccia della medaglia creatasi nella lingua inglese, infatti, per quanto possa essere bello per un madre lingua leggere termini appartenenti a dialetti o modi particolari per esprimere determinati tipi di concetti, chi non parla l’inglese come lingua madre si trova svantaggiato poiché non sarà scorrevole la lettura di tanti dialoghi.


Valutazioni

Gameplay 8.5

Grafica

Effetti sonori/musica 7.5

Storyline 8.5

Voto complessivo 8.4 



PRO

  • ottima scelta di un gioco a 16 bit
  • aggiunta di termini più complessi ed aulici nei dialoghi così da permettere ai giocatori di immedesimarsi nell’ambiente

CONTRO

  • L’assenza della lingua italiana

Dainamo
Dainamohttps://press-start.xyz
Appassionato di videogiochi fin da piccolo si occupa della zona riguardante le console di casa Sony, scrive in: Recensioni, PlayStation

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