La storia dello sviluppo di The Legend of Zelda: Breath of the Wild è una storia di perseveranza e innovazione. Il gioco, uscito nel 2017, ha riscosso un grande successo critico e commerciale, elogiato per il suo design di mondo aperto e la fresca rivisitazione dell’iconica saga di Zelda. Tuttavia, non è stato sempre facile per il team di sviluppo di Nintendo.
Un disastroso playtest
Secondo recenti rapporti, la fase iniziale di playtesting del gioco è stata un disastro. La grande maggioranza dei giocatori ha seguito un percorso rigido, seguendo una strada che portava direttamente alla destinazione senza mai deviare da essa. Questo era in netto contrasto con la visione di Nintendo di un mondo aperto che incoraggiasse l’esplorazione e l’esperimentazione.

Gli sviluppatori di Nintendo si sono resi conto che questo era un grave problema e hanno deciso di risolverlo. Ciò che hanno creato è stata la teoria dei triangoli: bloccare la linea di vista del giocatore all’orizzonte con ostacoli come colline o alberi più piccoli, per spingere il giocatore ad esplorare intorno a essi e scoprire cosa si nascondesse dietro. Questa soluzione si è rivelata un successo e la formula di mondo aperto di Breath of the Wild è nata.
È interessante sapere che uno dei giochi più influenti degli ultimi dieci anni abbia avuto una fase iniziale difficile di playtesting e che il team di sviluppo di Nintendo abbia dovuto adattarsi e trovare una soluzione alternativa che alla fine lo ha reso amato da milioni di persone.
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